Cosa non fare con protesi inversa di spalla?

Dopo un intervento di protesi inversa di spalla, molti pazienti si domandano quali attività possano essere riprese e quali invece vadano evitate per proteggere l’impianto. È bene sapere che, per ottenere il miglior recupero funzionale e preservare la durata della protesi, è indispensabile rispettare alcune regole nei mesi successivi all’intervento.

In questo articolo vediamo cosa non si può fare con una protesi inversa di spalla, quali movimenti comportano rischi e come adattare le abitudini quotidiane per favorire un recupero sicuro.

Indice dei contenuti

Cos’è la protesi inversa di spalla

La protesi inversa di spalla è un impianto ortopedico che sostituisce l’articolazione gleno-omerale quando è gravemente compromessa, ad esempio per rotture irreparabili della cuffia dei rotatori o in caso di artrosi della spalla avanzata.

Diversamente dalla protesi anatomica, le superfici articolari vengono invertite: la sfera viene fissata alla scapola e la coppa all’omero. In questo modo il movimento dipende dal deltoide, che diventa il principale motore della spalla.

Cosa evitare dopo l’intervento di protesi inversa di spalla

Subito dopo l’impianto la protesi è in fase di stabilizzazione e i tessuti circostanti devono guarire. In questo periodo è essenziale non sovraccaricare l’articolazione né compiere gesti potenzialmente rischiosi:

  • Sollevare pesi con il braccio operato: anche oggetti apparentemente leggeri, come una borsa o una bottiglia d’acqua, possono creare tensioni eccessive sulla nuova articolazione.
  • Compiere movimenti bruschi o rotazioni forzate: scatti improvvisi e torsioni oltre i limiti stabiliti possono favorire la lussazione o causare dolore acuto.
  • Alzare il braccio sopra la testa senza controllo: prendere un oggetto da uno scaffale alto o appendere vestiti va evitato fino a quando il fisioterapista non autorizza questi movimenti.
  • Appoggiarsi con forza sulla spalla operata: spingere con il braccio per alzarsi da una sedia o dal letto genera carichi eccessivi sull’impianto.

Movimenti da evitare nelle prime settimane

Le prime 6–8 settimane dopo l’impianto di una protesi inversa di spalla sono delicate: l’articolazione deve adattarsi alla nuova biomeccanica e i tessuti circostanti consolidarsi. In questo periodo è essenziale rispettare alcune regole:

  • Non sollevare lateralmente il braccio oltre i 90 gradi: il deltoide non ha ancora recuperato la forza necessaria a garantire stabilità.
  • Evitare di portare il braccio dietro la schiena: gesti comuni come indossare una giacca o prendere qualcosa dalla tasca posteriore espongono a rischio di lussazione.
  • Limitare le rotazioni esterne forzate: movimenti eccessivi mettono sotto tensione le componenti protesiche e rallentano la guarigione.
  • Dormire senza supporti adeguati: il tutore e i cuscini aiutano a mantenere la spalla stabile, prevenendo microtraumi involontari durante il sonno.

Attività sportive sconsigliate

Dopo la riabilitazione, la spalla può tornare a svolgere molte funzioni quotidiane, ma alcune attività sportive rimangono controindicate. Sono da evitare sport di contatto (calcio, rugby, arti marziali), discipline con rischio elevato di cadute (sci, arrampicata) e attività che prevedono gesti ripetuti sopra la testa come pallavolo o sollevamento pesi.

Sono invece consigliati sport a basso impatto, come cammino, cyclette o esercizi in acqua, sempre valutati con il medico curante.

Rischi a lungo termine

Anche a distanza di anni dall’intervento possono insorgere complicanze come la lussazione, l’usura precoce delle componenti o infezioni tardive. Traumi, cadute o sovraccarichi ripetuti aumentano questi rischi. Per questo motivo è fondamentale sottoporsi a controlli periodici e adottare uno stile di vita prudente.

Consigli per proteggere la protesi inversa di spalla

Per garantire un recupero duraturo e preservare la funzionalità nel tempo è utile:

  • Seguire con costanza la fisioterapia;
  • Mantenere il peso corporeo sotto controllo;
  • Evitare cadute e movimenti improvvisi;
  • Sottoporsi regolarmente a visite di follow-up;
  • Informare i sanitari della presenza della protesi in caso di interventi o infezioni.

Affidarsi a uno specialista

Il successo di un intervento non dipende solo dalla tecnica utilizzata, ma anche dal percorso riabilitativo e dall’esperienza del chirurgo. Il Dr. Claudio Ascani, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Chirurgia Protesica Avanzata presso l’Ospedale CTO di Roma, è un punto di riferimento nazionale per la chirurgia protesica.

Grazie a un approccio personalizzato e multidisciplinare, accompagna il paziente in tutte le fasi: dalla diagnosi al recupero post-operatorio, con l’obiettivo di restituire sicurezza e qualità di vita.

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Bibliografia

Optimizing Outcomes After Reverse Total Shoulder Arthroplasty: Rehabilitation, Expected Outcomes, and Maximizing Return to ActivitiesHoward MC, Trasolini NA, Waterman BR. Optimizing Outcomes After Reverse Total Shoulder Arthroplasty: Rehabilitation, Expected Outcomes, and Maximizing Return to Activities. Curr Rev Musculoskelet Med. 2023 Apr;16(4):145-153. doi: 10.1007/s12178-023-09823-5. Epub 2023 Mar 3. PMID: 36867393; PMCID: PMC10043097.

Cosa non fare con protesi inversa di spalla?