Protesi inversa di spalla

La protesi inversa di spalla è una soluzione chirurgica avanzata indicata nei casi di lesioni irreparabili della cuffia dei rotatori, artrosi evoluta o fratture complesse. Questa tecnica consente di ridurre il dolore, recuperare la mobilità e migliorare la qualità della vita quando le altre terapie non sono più efficaci.

Il Dr. Claudio Ascani, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Chirurgia Protesica Avanzata del CTO di Roma, ha eseguito oltre 5.000 interventi di chirurgia ortopedica protesica, maturando un’esperienza riconosciuta a livello nazionale nella protesi inversa di spalla.

Il Dr. Ascani adotta un approccio mininvasivo e personalizzato, che integra valutazione clinica accurata, pianificazione preoperatoria 3D e un percorso riabilitativo mirato volto a garantire risultati stabili e recupero funzionale completo.

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Dr. Claudio Ascani
Direttore UOC di Chirurgia Protesica Avanzata Ospedale CTO di Roma

Cosa è la protesi inversa di spalla

La protesi inversa di spalla è una particolare tipologia di impianto ortopedico utilizzata per sostituire l’articolazione quando è gravemente compromessa e non più in grado di funzionare correttamente. Viene definita “inversa” perché, a differenza della protesi anatomica tradizionale, ribalta la disposizione naturale delle superfici articolari: la componente sferica viene posizionata sulla scapola (glenoide), mentre la coppa viene applicata all’omero.

Questa inversione biomeccanica ha un obiettivo preciso: spostare il centro di rotazione della spalla e sfruttare in maniera più efficace la forza del muscolo deltoide. In condizioni normali, infatti, gran parte dei movimenti della spalla dipendono dalla cuffia dei rotatori. Quando questi tendini sono gravemente lesionati e non più riparabili, la funzionalità articolare si riduce drasticamente, con dolore intenso e perdita di mobilità. La protesi inversa consente di superare questo limite, affidando al deltoide il compito di muovere l’articolazione in modo stabile ed efficace.

Quando è indicata

La protesi inversa di spalla è indicata soprattutto nei pazienti che presentano lesioni massive e irreparabili della cuffia dei rotatori, spesso associate ad artrosi secondaria (vedi anche: artrosi della spalla).

Altre indicazioni: necrosi della testa omerale, esiti complessi di fratture con deformità e dolore persistente, instabilità croniche non responsive ai trattamenti conservativi, e revisioni di precedenti impianti. Obiettivo: ridurre il dolore, recuperare la funzionalità e migliorare la qualità di vita.

Esami pre-operatori

Percorso diagnostico: radiografie mirate (morfologia, deformità, artrosi), RM (tessuti molli, cuffia), TAC (qualità e quantità d’osso, pianificazione 3D), oltre a esami ematochimici, ECG e visita anestesiologica.

Preparazione fisioterapica pre-intervento

In selezione, pre-habilitation per rinforzare deltoide e muscoli scapolari, apprendere gli esercizi post-operatori e ridurre rigidità. Utile nei casi con spalla rigida o muscoli indeboliti.

Come funziona la protesi inversa di spalla

Invertendo le superfici (sfera sulla glenoide, coppa sull’omero) si modifica il centro di rotazione e si ottiene una leva più favorevole: il deltoide può sostituire la cuffia nei movimenti principali, garantendo stabilità e funzione anche in assenza di tendini riparabili.

Come è fatta la protesi inversa di spalla

Dal punto di vista costruttivo, la protesi inversa di spalla è composta da due elementi principali che ricreano l’articolazione in modo biomeccanicamente invertito:

  • Componente glenoidea, una semisfera metallica fissata alla scapola, che sostituisce la testa omerale e costituisce il nuovo fulcro articolare.
  • Componente omerale, formata da uno stelo inserito all’interno dell’omero e da una coppa concava che accoglie la sfera, consentendo i movimenti di rotazione e sollevamento.

Le protesi moderne sono realizzate con materiali biocompatibili e ad alta resistenza: leghe di titanio o cromo-cobalto per garantire solidità strutturale, e polietilene ad alta densità per ridurre l’attrito e favorire la durata dell’impianto.
Il fissaggio può essere cementato o non cementato (press-fit), a seconda della qualità dell’osso e della strategia chirurgica adottata.

Grazie a questa combinazione di materiali e design, la protesi inversa consente un eccellente equilibrio tra stabilità, mobilità e longevità funzionale.

Come si esegue l’intervento

Chirurgia in anestesia generale (talvolta blocco loco-regionale). Accesso anteriore/laterale, preparazione delle superfici e posizionamento componenti (cementate o press-fit). Verifica di stabilità e mobilità, sutura e tutore nelle prime settimane.

Quanto dura l’operazione

In media ~90 minuti nei casi standard; >120 minuti nelle revisioni o esiti traumatici complessi. Precisione di posizionamento = stabilità e durata dell’impianto.

Tempi di recupero

Degenza di pochi giorni. Tutore iniziale, mobilizzazioni passive dal giorno 2. Attività quotidiane in ~3 mesi, funzioni complesse fino a 6 mesi. Aderenza alla riabilitazione = risultato.

Complicanze post-operatorie

Possibili eventi: infezioni, lussazioni precoci, rigidità, mobilizzazione componenti. Indicazione corretta, tecnica accurata e follow-up riducono i rischi.

Durata della protesi inversa di spalla

Le moderne protesi mostrano sopravvivenza anche > 15 anni, variabile per età, attività e qualità ossea. In alcuni casi può servire revisione; i materiali attuali riducono progressivamente tale evenienza.

Riabilitazione e recupero del deltoide

Percorso in fasi:

  • Fase iniziale: tutore + esercizi passivi assistiti per prevenire rigidità.
  • Mobilizzazioni attive progressive: recupero ROM con supporto fisioterapico.
  • Rinforzo del deltoide: esercizi mirati per sostituire la funzione della cuffia.
  • Rieducazione funzionale: coordinazione, forza, resistenza e ritorno alle ADL/lavoro.

Costanza e aderenza al protocollo sono determinanti per il risultato funzionale.

Controindicazioni della protesi inversa di spalla

Controindicazioni principali: infezioni locali/sistemiche, paralisi del nervo ascellare (deltoide non funzionante), grave perdita ossea non ricostruibile, condizioni generali che aumentano i rischi. Valutazione clinica accurata = selezione idonea.

Dove fare la protesi di spalla a Roma

Per un inquadramento completo e per valutare l’indicazione tra chirurgia della spalla e trattamento conservativo, il Dr. Claudio Ascani riceve in diverse sedi a Roma, offrendo percorsi personalizzati dall’analisi clinica fino alla riabilitazione.

Perchè scegliere il Dr. Claudio Ascani

Cos’è la protesi inversa di spalla?

È un impianto che inverte sfera e coppa per spostare il centro di rotazione e consentire al deltoide di muovere la spalla quando la cuffia non è più riparabile.

Quando è indicata?

Lesioni irreparabili della cuffia, artrosi evoluta o secondaria, necrosi testa omerale, esiti complessi di fratture, revisioni di precedenti protesi.

Quanto dura l’intervento?

Circa 90 minuti nei casi standard; oltre 120 minuti nelle revisioni o negli esiti traumatici complessi.

Quanto tempo serve per il recupero?

Tutore iniziale, mobilizzazioni precoci; attività quotidiane in ~3 mesi, pieno recupero funzionale in 3–6 mesi secondo il protocollo riabilitativo.

Quali sono le possibili complicanze?

Infezione, lussazione precoce, rigidità, mobilizzazione componenti. Indicazione corretta e follow-up riducono i rischi.

Quanto dura una protesi inversa?

Sopravvivenza spesso oltre 15 anni, variabile per età, attività e qualità ossea; possibile revisione in casi selezionati.

È sempre necessaria la fisioterapia?

Sì: riabilitazione strutturata e rinforzo del deltoide sono fondamentali per funzione e stabilità a lungo termine.

Esistono controindicazioni?

Infezioni attive, paralisi del nervo ascellare, grave perdita ossea non ricostruibile, condizioni generali ad alto rischio.

Qual è la differenza con la protesi anatomica?

La protesi anatomica preserva i rapporti naturali ed è indicata con cuffia funzionante; la inversa affida la mobilità al deltoide.

Dove effettuare l’intervento a Roma?

Presso le sedi del Dr. Claudio Ascani a Roma, con valutazione specialistica, pianificazione 3D e riabilitazione dedicata.

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Le informazioni di questa pagina sono divulgative e non sostituiscono il parere del medico.

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Cosa non fare con la protesi inversa di spalla?

Dopo l’intervento è importante evitare movimenti bruschi o il sollevamento di carichi pesanti nelle prime fasi del recupero. Sono sconsigliati anche gesti che comportano rotazioni forzate o posizioni estreme della spalla, che potrebbero compromettere la stabilità della protesi.

Quanto dura un intervento di protesi inversa di spalla?

La durata media è di circa 90–120 minuti, ma nei casi più complessi o negli interventi di revisione l’operazione può protrarsi oltre le due ore.

Quanto dura la protesi inversa di spalla?

Le moderne protesi hanno una sopravvivenza stimata superiore a 15 anni. La durata dipende dall’età del paziente, dal livello di attività e dalla qualità ossea.

Quando usare la protesi inversa di spalla?

È indicata in presenza di lesioni irreparabili della cuffia dei rotatori associate ad artrosi, in caso di necrosi della testa omerale, fratture complesse o come revisione di interventi precedenti.

Quanto costa una protesi inversa di spalla?

Il costo varia in base alla struttura, alla complessità dell’intervento e al tipo di protesi utilizzata. Generalmente si tratta di un intervento ad alta specializzazione con costi superiori rispetto ad altre procedure ortopediche.

Come dormire con la protesi inversa di spalla?

Nelle prime settimane si consiglia di dormire in posizione semi-seduta o sul lato opposto all’intervento, utilizzando cuscini di supporto per mantenere la spalla stabile e ridurre il rischio di movimenti involontari.

Qual è la durata media della revisione di una protesi inversa di spalla?

Gli interventi di revisione sono più complessi e possono richiedere tempi operatori più lunghi. La durata media varia dalle due alle tre ore, a seconda del danno osseo e delle condizioni del paziente.

Quali sono le controindicazioni alla protesi inversa di spalla?

Tra le principali controindicazioni rientrano infezioni in atto, paralisi del nervo ascellare, grave perdita ossea non ricostruibile e patologie sistemiche che compromettono la guarigione.

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Fonti Bibliografiche

Reverse Shoulder ArthroplastyHermena S, Rednam M. Reverse Shoulder Arthroplasty. [Updated 2024 Mar 13]. In: StatPearls [Internet]. Treasure Island (FL): StatPearls Publishing; 2025 Jan-. Available from: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK574545/

Esperienza e competenza nella protesi di spalla a Roma

Il Dr. Claudio Ascani è un punto di riferimento nazionale nella chirurgia protesica della spalla, sia anatomica che inversa. Esegue interventi con tecniche avanzate e mininvasive, garantendo il miglior recupero funzionale possibile, anche nei casi complessi. Ogni fase del trattamento, dalla valutazione iniziale al recupero post-operatorio, è guidata da esperienza, aggiornamento continuo e attenzione alla persona.