Artrosi della spalla
L’artrosi della spalla è una condizione degenerativa che provoca dolore, rigidità e perdita di mobilità, rendendo difficili anche i movimenti quotidiani come alzare il braccio o vestirsi. Una diagnosi tempestiva e un trattamento mirato permettono di contenere la progressione della malattia e migliorare la qualità di vita.
Il Dr. Claudio Ascani, ortopedico specializzato in patologie della spalla a Roma, offre un approccio completo che comprende valutazioni cliniche accurate, terapie conservative personalizzate, infiltrazioni ecoguidate e, quando indicato, chirurgia della spalla.
Indice dei contenuti
- Che cos’è l’artrosi della spalla
- Cause e fattori di rischio
- Classificazione e stadi dell’artrosi della spalla
- Quali sono i sintomi dell’artrosi alla spalla
- Come si riconosce l’artrosi della spalla
- Come si cura l’artrosi della spalla
- Trattamenti conservativi
- Fisioterapia
- Farmaci e terapie fisiche di supporto
- Infiltrazioni alla spalla
- Chirurgia della spalla
- Protesi anatomica della spalla
- Protesi inversa di spalla
- Complicanze post-intervento
- Riabilitazione
- Che ginnastica fare per l’artrosi alla spalla
- Come prevenire l’artrosi della spalla
- Trattamento dell’artrosi della spalla a Roma
- Perchè scegliere il Dr. Claudio Ascani
- FAQ – Domande frequenti

Dr. Claudio Ascani
Direttore UOC di Chirurgia Protesica Avanzata Ospedale CTO di Roma
Che cos’è l’artrosi della spalla
L’artrosi della spalla (o artrosi gleno-omerale), è una patologia degenerativa cronica che che interessa la cartilagine della testa dell’omero e della glena scapolare, provocando attrito tra le superfici ossee e infiammazione articolare. Con il tempo compaiono dolore alla spalla, rigidità, perdita di mobilità e formazione di osteofiti, che determinano la deformità progressiva dell’articolazione.
Cause e fattori di rischio
Le cause dell’artrosi della spalla possono essere idiopatiche (artrosi primaria) o secondarie ad altre condizioni.
Tra i principali fattori di rischio:
- Età e degenerazione naturale della cartilagine.
- Traumi e fratture pregressi della spalla.
- Attività lavorative o sportive usuranti con gesti ripetitivi sopra la testa.
- Patologie infiammatorie croniche (es. artrite reumatoide).
- Lesioni della cuffia dei rotatori che alterano la biomeccanica articolare.
- Familiarità per patologie articolari.
La conoscenza delle cause e dei fattori di rischio è fondamentale per intervenire precocemente, correggere le abitudini scorrette e rallentare la progressione dell’artrosi della spalla.
Classificazione e stadi dell’artrosi della spalla
La classificazione e gli stadi permettono all’ortopedico di capire perché l’artrosi della spalla si è sviluppata e quanto è avanzata.
La distinzione tra forme primarie (legate all’età e alla fisiologica usura cartilaginea) e secondarie (post-traumatiche, infiammatorie, da alterazioni della cuffia dei rotatori o deformità) orienta già le scelte terapeutiche e la prognosi.
La stadiazione combina quadro clinico (intensità del dolore, rigidità, perdita di forza e limitazione funzionale) e segni radiografici: riduzione della rima articolare, osteofiti marginali, sclerosi subcondrale e geodi.
Conoscere lo stadio consente di definire un percorso personalizzato, dal trattamento conservativo mirato fino alle indicazioni chirurgiche, tenendo conto dell’età, del livello di attività e soprattutto dell’integrità della cuffia, elemento chiave anche nella scelta tra protesi anatomica e inversa.
In sintesi, classificare e stadiare non è un esercizio teorico: è il presupposto per prendere decisioni terapeutiche efficaci e misurabili.
Quali sono i sintomi dell’artrosi alla spalla
Il quadro clinico tende a esordire in modo graduale: inizialmente i disturbi compaiono dopo sforzi o movimenti ripetitivi, poi diventano più frequenti fino a limitare le attività quotidiane. Il dolore è spesso meccanico nelle fasi iniziali e può comparire anche di notte con il progredire della malattia; rigidità e perdita di forza riducono progressivamente l’ampiezza di movimento. In sintesi:
- Dolore profondo alla spalla, accentuato dal movimento e spesso notturno.
- Rigidità e difficoltà nei movimenti sopra la testa o dietro la schiena.
- Crepitii articolari durante la mobilità.
- Perdita di forza e difficoltà nelle attività quotidiane (pettinarsi, vestirsi).
- Nei casi avanzati, deformità e compromissione della funzionalità globale.
Come si riconosce l’artrosi della spalla
La diagnosi dell’artrosi della spalla è clinico-strumentale: parte da anamnesi ed esame obiettivo (dolore alla palpazione, valutazione della mobilità attiva/passiva, forza della cuffia e confronto con il lato controlaterale), quindi prosegue per gradi con gli esami di imaging più appropriati.
• Radiografia standard (AP vera, ascellare, scapolare-Y): valuta riduzione della rima articolare, osteofiti marginali, sclerosi subcondrale, geodi e deformità gleno-omerali.
• Risonanza Magnetica della spalla: definisce lo stato della cartilagine residua, della cuffia dei rotatori e dei tessuti molli; evidenzia sinovite ed edema osseo subcondrale; utile nel differenziale con l’artropatia da cuffia.
• TAC con ricostruzioni 3D: fornisce un’analisi fine dell’osso (versione e retroversione glenoidea, erosioni) ed è indicata per la pianificazione chirurgica, specie in vista di protesi.
• Ecografia della spalla (complementare): utile per versamenti/borsiti e valutazione dinamica della cuffia dei rotatori.
Come si cura l’artrosi della spalla
L’approccio terapeutico dipende dallo stadio della malattia, dall’integrità della cuffia dei rotatori e dagli obiettivi funzionali del paziente. Si privilegia inizialmente la terapia conservativa, con un percorso personalizzato e temporizzato (es. trial di 8–12 settimane) che combini controllo del dolore e fisioterapia; in caso di risposta insufficiente o di artrosi avanzata si valuta l’opzione chirurgica.
La gestione è multidisciplinare (ortopedico, fisiatra/fisioterapista, MMG) e si fonda su informazione ed empowerment del paziente, con follow-up programmati per misurare benefici e rischi delle diverse strategie.
Trattamenti conservativi
Nelle fasi iniziali dell’artrosi della spalla, l’obiettivo è ridurre il dolore e preservare la funzionalità articolare senza ricorrere alla chirurgia. I trattamenti conservativi comprendono fisioterapia mirata, farmaci, terapie fisiche e infiltrazioni ecoguidate, personalizzati in base allo stadio della malattia e alle esigenze del paziente.
Fisioterapia
Il cardine del trattamento conservativo è un percorso riabilitativo personalizzato, costruito su obiettivi misurabili: ridurre il dolore, recuperare la mobilità capsulo-legamentosa e ristabilire la funzione scapolo-omerale.
Nelle prime settimane si lavora su mobilità passiva/attiva assistita e stretching mirato (in particolare rotazione esterna e intrarotazione), integrando progressivamente il rinforzo selettivo della cuffia dei rotatori e degli stabilizzatori della scapola, oltre alla rieducazione del ritmo scapolo-toracico.
L’educazione del paziente è parte integrante del percorso: ergonomia dei gesti, gestione dei carichi e programma domiciliare breve ma costante. Dopo 8–12 settimane è utile una rivalutazione clinica per calibrare il piano o considerare step successivi.
Farmaci e terapie fisiche di supporto
Il controllo del dolore guida la ripresa funzionale: analgesici di prima linea e FANS in cicli brevi sono utili durante le riacutizzazioni (preferendo, quando possibile, formulazioni topiche per limitare gli effetti sistemici) e, in casi selezionati, condroprotettori come coadiuvanti sintomatici.
Le terapie fisiche (TENS, ultrasuoni, laser/tecar) hanno un ruolo complementare: non sostituiscono l’esercizio attivo, ma possono facilitare la riduzione del dolore e della rigidità, creando la finestra analgesica utile per lavorare efficacemente in fisioterapia.
Infiltrazioni alla spalla
Quando il dolore persiste nonostante fisioterapia e terapia farmacologica, si può valutare un ciclo di infiltrazioni alla spalla guidate ecograficamente, con finalità diverse in base alla sostanza utilizzata:
- Acido ialuronico: migliora la lubrificazione e la meccanica articolare, riducendo l’attrito tra le superfici ossee.
- Corticosteroidi: indicati nelle fasi infiammatorie con sinovite evidente, da usare con cautela per evitare effetti sui tessuti.
- PRP o preparati cellulari: riservati a casi selezionati, dove può essere utile un supporto rigenerativo; l’efficacia varia in base al quadro clinico e alle evidenze disponibili.
Le infiltrazioni non “cancellano” l’artrosi, ma possono ridurre il dolore, migliorare la funzione e ritardare la necessità di un intervento chirurgico.
Chirurgia della spalla
Quando il dolore limita i gesti di ogni giorno e le cure non bastano più, la chirurgia protesica della spalla diventa un aiuto concreto. L’intervento prevede la sostituzione totale o parziale dell’articolazione danneggiata con una protesi artificiale, allo scopo di ripristinare mobilità e funzionalità e ridurre il dolore.
Le tecniche mininvasive tissue-sparing (TSS) rispettano i muscoli e i tessuti circostanti e impiegano protesi di ultima generazione, progettate per preservare il più possibile l’osso e le strutture articolari. I principali vantaggi includono:
- minor sanguinamento e minore trauma dei tessuti molli;
- dolore post-operatorio più contenuto;
- degenza più breve e ritorno più rapido alle attività quotidiane e lavorative;
- buona stabilità dell’impianto e basso rischio di lussazione.
La scelta della soluzione più adeguata viene fatta dal chirurgo in base ad alcuni parametri valutati in fase preoperatoria, come età, sesso, presenza o meno di osteoporosi, morfologia ossea, richieste funzionali, etc..
Protesi anatomica della spalla
La protesi anatomica di spalla è un impianto che riproduce fedelmente la struttura naturale dell’articolazione: la testa dell’omero viene sostituita con una componente emisferica e la glena (la cavità della scapola) con una superficie concava. Questo tipo di protesi richiede l’integrità o la buona funzionalità della cuffia dei rotatori, ovvero il complesso muscolo-tendineo che stabilizza la spalla.
Protesi inversa di spalla
La protesi inversa della spalla rappresenta oggi una delle soluzioni più efficaci per i pazienti affetti da gravi lesioni della cuffia dei rotatori, artropatia da cuffia o forme avanzate di artrosi gleno-omerale non trattabili con protesi tradizionali.
A differenza della protesi anatomica, con la protesi inversa la disposizione delle componenti articolari viene appunto invertita: una semisfera viene impiantata sulla glena e una cavità sull’omero. Questa configurazione permette di compensare l’assenza funzionale della cuffia dei rotatori, sfruttando il muscolo deltoide per sollevare e muovere il braccio.
Questo tipo di impianto, che modifica i rapporti biomeccanici naturali dell’articolazione, consente di recuperare la funzionalità della spalla anche in situazioni complesse, riducendo il dolore e migliorando la qualità della vita.
Complicanze post intervento
Tra le complicanze possibili vi sono infezioni, lussazione della protesi, mobilizzazione precoce degli impianti, fratture peri-protesiche e rigidità residua. Un follow-up accurato riduce i rischi e consente un recupero sicuro.
Riabilitazione
La riabilitazione post-operatoria è fondamentale. Il percorso prevede:
- Mobilizzazione precoce per evitare rigidità;
- Esercizi di rinforzo muscolare progressivo;
- Rieducazione funzionale mirata al recupero della mobilità quotidiana.
L’obiettivo è il ritorno all’autonomia, riduzione del dolore e ripresa delle normali attività.
Che ginnastica fare per l’artrosi alla spalla
La ginnastica per l’artrosi della spalla deve mirare a mantenere la mobilità articolare e ridurre la rigidità senza sovraccaricare l’articolazione. Gli esercizi più utili sono quelli di mobilizzazione dolce, stretching e rinforzo della cuffia dei rotatori e dei muscoli scapolari.
Esempi di esercizi indicati:
- Pendolari di Codman: piccoli movimenti oscillatori con il braccio rilassato per migliorare la lubrificazione articolare.
- Rotazioni passive assistite: con bastone o parete, per aumentare gradualmente l’escursione articolare.
- Stretching capsulare: esercizi di allungamento in rotazione esterna e interna per ridurre la rigidità.
- Rinforzo scapolare: attivazione dei muscoli deltoide e trapezio per migliorare la stabilità.
Gli esercizi vanno eseguiti senza dolore e con regolarità, preferibilmente sotto la guida di un fisioterapista esperto, che adatterà il programma in base allo stadio dell’artrosi e alla risposta clinica del paziente.
Come prevenire l’artrosi della spalla
Prevenire del tutto l’artrosi della spalla non sempre è possibile, ma alcune abitudini riducono il rischio e ne rallentano la progressione. Le indicazioni che seguono aiutano a proteggere cartilagine, cuffia dei rotatori e funzionalità articolare nella vita quotidiana, nello sport e sul lavoro.
- Attività fisica regolare e non traumatica; cura del gesto tecnico sportivo;
- Controllo del peso corporeo;
- Prevenzione e trattamento tempestivo di traumi e lesioni della spalla;
- Ergonomia lavorativa e posture corrette, evitando movimenti ripetitivi sopra la testa.
Trattamento dell’artrosi della spalla a Roma
Per il trattamento dell’artrosi della spalla a Roma, il Dr. Claudio Ascani riceve in diverse strutture sanitarie della capitale, offrendo ai pazienti comodità, continuità assistenziale e un approccio altamente specialistico. Per maggiori informazioni visita la pagina delle sedi in cui opera.
Perchè scegliere il Dr. Claudio Ascani
Il Dr. Claudio Ascani rappresenta una figura di riferimento nel trattamento dell’artrosi della spalla, grazie a un approccio integrato fondato su competenza clinica, esperienza chirurgica e aggiornamento continuo.
Con oltre 5.000 interventi di chirurgia ortopedica protesica eseguiti, offre ai pazienti percorsi terapeutici personalizzati, che combinano valutazioni cliniche accurate, tecniche chirurgiche avanzate e un’attenta fase riabilitativa post-operatoria per un recupero funzionale completo.
Prenota una visita ortopedica della spalla a Roma
Per trattare l’artrosi della spalla in modo efficace è essenziale intervenire con tempestività. Se avverti dolore, rigidità o limitazione nei movimenti, prenota una visita ortopedica con il Dr. Claudio Ascani, specialista nella diagnosi e nel trattamento delle patologie della spalla.
FAQ – Domande frequenti
Che cos’è l’artrosi della spalla?
È una malattia degenerativa della cartilagine gleno-omerale che causa dolore, rigidità e perdita di mobilità. Se non trattata, può peggiorare fino a limitare i movimenti quotidiani.
Quali sono i sintomi dell’artrosi alla spalla?
Dolore profondo, rigidità, crepitii, perdita di forza e difficoltà nei movimenti sopra la testa o dietro la schiena. Nelle fasi avanzate può comparire deformità articolare.
Come si riconosce l’artrosi alla spalla?
Con visita ortopedica ed esami d’imaging: radiografie, risonanza magnetica e TAC 3D aiutano a valutare l’usura della cartilagine e pianificare il trattamento più adatto.
Come si cura l’artrosi della spalla?
In base allo stadio: fisioterapia, farmaci, infiltrazioni ecoguidate e, nei casi avanzati, chirurgia protesica per ridurre dolore e recuperare la funzionalità articolare.
Cosa si può fare per l’artrosi della spalla?
Mantenere la mobilità con esercizi controllati, evitare sovraccarichi, curare la postura e seguire i controlli periodici indicati dallo specialista ortopedico.
Che ginnastica fare per l’artrosi alla spalla?
Mobilizzazioni dolci, stretching in rotazione e rinforzo dei muscoli scapolari. Gli esercizi vanno eseguiti senza dolore e sotto guida fisioterapica specializzata.
Perché viene l’artrosi alla spalla?
È legata a età, traumi, lavori o sport ripetitivi sopra la testa, lesioni della cuffia o malattie infiammatorie che alterano la cartilagine e la meccanica articolare.
Come dormire con l’artrosi della spalla?
Dormi supino o sul lato opposto a quello dolente, con un cuscino sotto il braccio per sostenere l’articolazione e ridurre la pressione sulla spalla.
Cosa prendere per l’artrosi alla spalla?
Analgesici o FANS per le riacutizzazioni, condroprotettori come supporto e, se necessario, infiltrazioni con acido ialuronico o corticosteroidi su indicazione medica.
Dove curare l’artrosi della spalla a Roma?
Presso le sedi del Dr. Claudio Ascani a Roma, dove si eseguono valutazioni specialistiche, infiltrazioni ecoguidate e interventi di chirurgia protesica della spalla.
AVVISO AI PAZIENTI
Le informazioni contenute in questa pagina sono solo a scopo informativo e non possono assolutamente sostituire il parere del medico.
Fonti Bibliografiche
AAOS OrthoInfo – Arthritis of the Shoulder
Trattamento dell’artrosi della spalla a Roma – Dr. Claudio Ascani
L’artrosi della spalla può limitare in modo significativo i movimenti e la qualità di vita. Il Dr. Claudio Ascani, ortopedico specializzato in chirurgia della spalla a Roma, offre percorsi terapeutici mirati — dal trattamento conservativo alle soluzioni protesiche più innovative — per alleviare il dolore, recuperare la funzionalità articolare e mantenere nel tempo i risultati ottenuti.